Paccheri… Ci siamo chiesti più volte da dove venisse il loro nome curioso, e voi?Largamente diffusa nella tradizione italiana, specie nelle Regioni meridionali più prossime al mare e nata sotto il sole di Napoli, i paccheri sono una pasta ormai conosciuta ed utilizzata in quasi tutte le Regioni d’Italia. Si tratta di un formato di pasta corta, di forma cilindrica, simile ai rigatoni ma con un diametro più largo e una superficie che può essere liscia o ruvida, rigata o liscia.

Paccheri al Baccalà e Pomodoro
Paccheri al Baccalà e Pomodoro – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

I paccheri non sono per forza un formato di pasta da riempire né si abbinano solo a sughi di pesce. Sono ottimi anche con condimenti di carne, formaggi o verdure!

Paccheri: non per forza ripieni…

C’è chi adora prepararli come se fossero Lasagne. Bollendoli in pentola, scolandoli e riempiendoli con pesce (in particolare merluzzo), verdure o formaggio quindi disponendoli in un vassoio, condendoli con una salsa al pomodoro ed una spolverata di formaggio o pangrattato e mettendoli ad ultimare la cottura nel forno. Ma nonostante la similitudine nella preparazione, attenzione a non scambiare i Paccheri con i Cannelloni, che sono più lunghi e si prestano meglio ad essere riempiti e gratinati!

…e non per forza solo con sughi di pesce!

Però i Paccheri non sono per forza un formato di pasta da riempire! Puoi provarli con centinaia di sughi e condimenti differenti e – sfatando un mito assai diffuso – sono ottimi anche con condimenti a base di carne, verdure o formaggio. Però la tradizione li vuole conditi con il pesce quindi via libera a merluzzo, branzino, seppie, calamari, gamberetti, polpo, astice e aragosta, ricciola…e chi più ne ha, più ne metta! Lo dimostra la grandissima varietà di ricette che si possono inventare con questo formato di pasta semplice e versatile, alcune delle quali veramente sfiziose come i paccheri fritti con provola e alici della tradizione mediterranea, che ci ha davvero incuriosito! Abbiamo fatto un giro attraverso il web e trovato una raccolta molto sfiziosa di ricette con i paccheri qui. Sicuramente con un po’ di tempo e molta fantasia, le proveremo tutte! Tu ne hai qualcuna da suggerirci?

A Napoli il pacchero è chiamato anche “schiaffone“. Perchè? Provate a gettarli dalla pentola nel piatto e sentite il rumore…

Tanti tipi, tanti sughi: ad ognuno il suo!

In commercio puoi trovare davvero tante varietà di Paccheri, anche se spesso è più facile trovarli nel Sud Italia, perchè sono tipici di queste regioni. Ve ne sono di più spessi e più fini, rigati o meno. Il nostro consiglio è di provare i paccheri rigati con condimenti più liquidi (salse al pomodoro, guazzetti, verdure, creme e tutto ciò che la vostra fantasia vi suggerisce) e di preferire quelli lisci con sughi di pesce, di carne, al forno o ripieni. Tieni conto che i Paccheri hanno un tempo di cottura mediamente più lungo dei soliti formati di pasta e proprio per questo devi prestare molta attenzione ai tempi di cottura se vuoi passarli in padella col sugo oppure in forno: scolali quando sono ancora “al dente“, altrimenti si romperanno ed addio bell’effetto visivo!

Paccheri al Pomodoro
Paccheri al Pomodoro – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Il suono di una “pacca” nel piatto!

Una curiosità che abbiamo scoperto sui Paccheri si collega al significato del termine “pacchero”, che nella tradizione italiana – napoletana in particolare – richiama alla mente la “pacca” ovvero uno schiaffone amichevole dato a mano aperta sulla spalla o sulla schiena per salutare o congratularsi con un amico. Pare che i napoletani chiamino così questa pasta – chiamata anche “Schiaffoni” – per via del suono simile a uno schiaffo che si origina quando vengono buttati dalla pentola sul piatto. Provare per credere!

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