A dirlo fra noi, la gentilezza sta di casa solo a Siena.
Altrove, nel resto della Toscana, è civiltà di modi, e non di voce, di piglio, di tono, di parole.
Civiltà, non gentilezza: che son due cose diverse.

– Curzio Malaparte “Maledetti Toscani”

Mentre costeggiavo le mura della Fortezza Medicea pensavo a quanto fosse bella Siena: ricca di storia, arte e cultura, scrigno toscano di leggende e tradizioni ma soprattutto di buon cibo e vino. Ancora una volta avrò la possibilità di visitare alcuni tra i luoghi più belli e riservati di questo idillio, sospeso tra il medioevo ed il rinascimento, in compagnia di un buon calice di vino. Ed eccomi lì, ancora una volta, pronto per partecipare a Wine&Siena 2019, I Capolavori del Gusto.

I numeri di Wine&Siena 2019

Sebbene la manifestazione duri due giorni, quest’anno gli accessi sono stati oltre 3000 ed i biglietti sono andati esauriti sin dal sabato. Avere la possibilità di poter degustare ben 500 etichette di vino e prodotti della gastronomia tradizionale immersi tra la bellezza di Rocca Salimbeni, Grand Hotel Continental, Palazzo Sansedoni e Palazzo Pubblico è un’esperienza che vuoi provare e riprovare.
Voglio dirti che, benché tutte in centro e molto vicine, spostarsi tra queste locations di prestigio navigando tra la folla degli appassionati richiede tempo e considerato che l’evento dura dalle 11 alle 19:30 ti consiglio di pernottare in città e prendere il biglietto per almeno un giorno intero (€45) o, se puoi, per entrambi (€60).

Gewürztraminer a Palazzo Sansedoni

Mi sono concesso solo un veloce spuntino alla Bottega del Consorzio Agrario di Siena perché non volevo perdere l’occasione di partecipare alla verticale di Gewürztraminer a cura del Sommelier Emerito FISAR Nicola Masiello e dal Patron della manifestazione Helmuth Köcher nelle splendide sale del duegentesco Palazzo Sansedoni, aperte per l’occasione. L’obiettivo di questa verticale era dimostrare che il Traminer aromatico può essere un ottimo bianco da invecchiamento. Se vuoi sapere com’è andata, leggi il mio prossimo post.

Bollicine e Sud a Palazzo Pubblico

La meraviglia voluta dal Governo dei Nove sul fare del 1300, fiore all’occhiello della Repubblica di Siena sormontato dalla Torre del Mangia le cui sale traboccano di opere d’arte e in questi giorni… di vino! Immagina di essere in un museo, ora aggiungi dei banchi di assaggio e riempilo di winelovers fino a scoppiare. Questa è l’immagine che si presenta ogni anno a chi accede alle sale nell’orario di punta. Pura passione enoica!
Questa edizione l’ha vista brillare delle bollicine del metodo classico sia italiano che francese e dei grandi vini del sud e nord Italia, con vitigni autoctoni ed eccellenti sorprese come il sapido e profumato Furore Bianco Fiorduva di Marisa Cuomo, il Costa d’Amalfi DOC di altissimo livello protagonista dell’attesissima verticale di domenica.

Il nord al Grand Hotel Continental

Un gioiello affacciato su via Banchi di Sopra che fa trasparire il suo valore sin dal momento in cui ne varchi la soglia. Mi stupisce sempre l’efficenza del suo staff che è in grado di gestire le ondate di avventori come se nulla fosse. Ti accoglie la corte principale, chiusa da una elegante soffitto che lascia intravedere il cielo, ma sono le sale al piano di sopra a saperti rapire, come se il tempo si fosse fermato.
Tra i presenti mi ha incuriosito il Rouchet (si legge “ruchè“) 2015 di Scarpa per il suo naso fruttato e speziato e la sua vibrante acidità e la loro Barbera 2012, decisamente gagliarda. . Senza tempo l’Amarone Costasera Riserva di Masi, che presentava anche una versione più “rotonda”.

Rocca Salimbeni e la “mia” Toscana

La Rocca, orgoglio del Monte dei Paschi e della sua Fondazione ovvero la “mamma e il babbo” di tutti i senesi. Medievale e austera con i suoi merli guelfi e le possenti pietre che ne foderano l’interno sfoggia il suo ruolo di archetipo della toscanità in ogni occasione. Tra imperdibili assaggi di Chianti, Nobile e Brunello, passando per le perle dell’Orcia, i Syrah di Cortona, i vini di Pisa e Lucca e quelli di Maremma e della costa, è l’unico modo con cui voglio chiudere ogni Wine&Siena ed è stato così anche in questa occasione.

I produttori erano così tanti e di alto livello che ho deciso di riportare qui di seguito i miei assaggi nell’ordine in cui appaiono nella guida del Wine&Siena 2019: Baldetti Alfonso e il suo gagliardo Syrah di Cortona, Caiarossa e i suoi internazionali delle colline Pisane, Bindi Sergardi con il suo sangiovese purosangue, i Brunello di Terre Nere dal nerbo di galestro, Fuligni dalla guizzante pietra focaia e Donatella Cinelli Colombini dalla forza ed eleganza delle terre di Trequanda; i Nobile di Montepulciano di Montemercurio vibrante come la cupola di San Biagio, Lunadoro con la vivacità del vento di Valiano e Salcheto con la freschezza portata dalla sua filosofia ad impatto zero. E ancora il Chianti di Fèlsina e la sua schiettezza, La Sala vivace come solo l’unione dei suoi due terroir può dare, Rocca delle Macie e la sua potenza, Tolaini ed il suo spirito d’oltreoceano, Vallepicciola e la sua capacità di sorprendermi ogni volta; i vini di Maremma della Fattoria Acquaviva e la sua voglia di preservare la tradizione locale. Infine l’Orcia di Poggio Grande e il suo saper interpretare la diversità del sangiovese della Valdorcia.

Una sorpresa nel finale

E poi l’assaggio casuale quello che non ti aspetti e che, non si sa come mai, avviene sempre alla fine e un po’ troppo di fretta, come quello fatto sullo scalone poco prima di entrare nel sancta sanctorum della Galleria Peruzziana: il Chianti Montespertoli di Podere dell’Anselmo. Fabrizio è un toscano fatto e finito, con il suo fare alla Benigni di “Non ci resta che piangere”; un vignaiolo che fa vini che oggi in tanti chiamano “veri” o “naturali” ma a cui poco importa seguire le mode. E difatti i suoi vini son come lui: schietti, vibranti e non sempre “perbene”. Segnato sull’agenda.

Il vino è confronto, condivisione ma soprattutto amicizia ed è così che voglio lasciarti, facendoti vedere qualche ricordo dei piacevoli momenti enoici passati assieme ad amici vecchi e nuovi.

Al prossimo Wine&Siena e… alla salute!

Articolo precedenteL’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano 2018
Articolo successivoLa verticale di Gewürztraminer a Wine&Siena 2019