La vita oggi va veloce. Insegue la modernità in una folle corsa, scandita dal ritmo dei bit. E pare non ci sia tempo per godersi una sosta. Chissà come deve essere – ci siamo spesso chiesti – quando il tempo si ferma in un luogo preciso. Ed una sera, un po’ per caso sulla terrazza della Casa Museo Ivan Bruschi ad Arezzo, il tempo ha rallentato fino a cristallizzarsi nell’eco di una melodia suonata al flauto e nelle volute del fumo di sigaro.

Il nuovo sigaro toscano dedicato a Mascagni

Con un sigaro toscano tra le dita e la musica del livornese Mascagni in sottofondo, anche il tempo si è fermato…

Arezzo. La cornice della città vecchia. Il colonnato romanico della Pieve di Santa Maria. Nella terrazza di Casa Bruschi, un mecenate, collezionista e fondatore della celebre Fiera dell’Antiquariato aretina. La luce soffusa delle candele ed un buon sigaro Toscano in mano.

Casa Bruschi, Terrazzo in occasione della conferenza sul Sigaro Toscano Mascagni
Casa Bruschi, Terrazzo in occasione della conferenza sul Sigaro Toscano Mascagni – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Sono le nostre impressioni in occasione della presentazione del nuovo sigaro “Mascagni“, realizzato da Manifatture Sigaro Toscano. Una serata dedicata alla personalità ed alle opere del grande compositore livornese, ambasciatore dello stile italiano in tutto il mondo a partire dall’amore per il sigaro. Un prodotto realizzato con il tabacco della nostra Toscana, che cresce proprio a pochi chilometri da Arezzo e di cui pare il grande compositore Pietro Mascagni ne fumasse circa 36 al giorno.

Casa Bruschi, Libreria
Casa Bruschi, Libreria – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Pietro Mascagni tra musica e gusto: l’ambasciatore dell’Italia nel mondo

Mascagni non si separava mai dalla sua preziosa scatola di sigari, che lo accompagnava in ogni tournée. Pare ne fumasse una media di 36 al giorno

Moderno principe rinascimentale, livornese con quel carattere un po’ burbero e molto selettivo tipico di tutti i toscani, il Mascagni era dotato di quell’estrosità ribelle e anticonformista che solo ai toscani sembra riservata. Un amore per la sua terra natia che porterà sempre dietro, in tutti i suoi spostamenti e tournée. Italiano fino al midollo, convinto “esportatore” del gusto, dello stile, della spontaneità e della raffinatezza di questo paese, con le sue certezze e le sue affascinanti contraddizioni. Questo e molto altro era Mascagni, assieme al sigaro che non manca mai in nessuna sua foto.

Il sigaro: rito e simbolo toscano

Ogni sigaro Toscano è un rito: l’accensione, il lento spegnersi, la voluta del fumo, la riannessione, il taglio, la meditazione

Perchè un sigaro oltre che storia del territorio e sapiente lavorazione artigianale, oltre gusto ed aroma, è anzitutto un momento di riflessione e di pausa: l’emozione nell’accensione, nel suo lento spegnersi, il rivolo di fumo che sale, la ri-accensione, il taglio. Quasi una appendice dell’uomo che non per forza trasmette solitudine. E questo sigaro dedicato a Mascagni è proprio come la sua opera:  sospeso tra il sensuale ed il virile. Poi popolare, passionale, in definitiva armonico, equilibrato. Ottimo da abbinare a due liquori quasi dimenticati, offerti in degustazione da una delle migliori enoteche della zona di Arezzo e prodotti da una azienda che utilizza ancora le ricette e le etichette originali del 1916, la Carlotto.

Casa Bruschi, Degustazione Rosolio e Cordiale
Casa Bruschi, Degustazione Rosolio e Cordiale – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Rosolio e cordiale: liquori gentili e robusti del tempo che fu

Musica e bien vivre. In accompagnamento alla serata di degustazione del sigaro ci sono i due liquori antichi e raffinati. L’uno è il Rosolio,  che accompagna le composizioni musicali dallo sfondo più passionale. Perfetto con il racconto delle circa 4600 lettere scritte da Mascagni alla sua Anna, amore nascosto e mai dimenticato dal compositore. Il Rosolio è un liquore raffinato, di natali reali perché creato sul finire dell’800 alla corte asburgica. Si realizza con l’infusione di petali di rosa in una miscela di acquavite, zucchero ed oli naturali e con la polvere di cocciniglia viene colorato di rosa, tanto per essere ancor più amato dalle dame. Si sorseggia nel pomeriggio, accanto a quella piccola pasticceria austriaca chiamata “viennoiserie” ma si sposa meravigliosamente con il sigaro, per un abbinamento dal forte contrasto dolce/amaro.

In degustazione, accanto al Sigaro Toscano dedicato al Mascagni, anche due liquori tradizionali: il Rosolio delicato e dolciastro ed il Cordiale, robusto e più amarognolo

L’altro liquore che abbiamo assaggiato è l'”anima maschile”, il Cordiale, quel liquore sorseggiato dalle Forze Armate nelle trincee e di cui esistono tante varianti quanti corpi armati. Un liquore che si adatta perfettamente alle note di Cavalleria Rusticana, realizzato con una miscela di pregiato Rum jamaicano ed oli essenziali di frutta. Il Cordiale ha un gusto più robusto, meno dolce ma mai eccessivo. Forse per la diffusione massiccia nei circoli dell’esercito e per il fatto che ogni corpo armato aveva una sua particolare ricetta, oggi sembra essere diventato celebre solo il Cordiale degli Alpini che tuttavia è tutt’ora uno dei maggiori esempi di stravolgimento della ricetta originale.

Insomma per una sera il tempo si è fermato così: un buon sigaro Toscano, un gradevole liquore, un assaggio di cioccolato, una musica piacevole, un panorama emozionante ed ancora una volta una storia da raccontare…

Degustazione degli antichi liquori Rosolio e Cordiale
Degustazione degli antichi liquori Rosolio e Cordiale – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0