Ti svegli all’alba, con la voce dei gabbiani a Riomaggiore. Mentre i pescatori tirano su le barche dall’acqua sulla darsena, con le reti ancora intrecciate a mano e colme di acciughe liguri appena pescate che emanano un fresco e piacevole odore di sale marino. Mentre un piccolo alimentari nella via principale tira su la saracinesca e passano i carretti arrugginiti di chi consegna i giornali, ancora il giorno lotta con le tenebre laggiù all’orizzonte, sopra il mare…

Le case di Riomaggiore hanno le mura di colori accesi. Così i pescatori mentre erano in mare potevano riconoscerle da lontano

Riomaggiore è una delle “cinque terre” ovvero i cinque paesini liguri arroccati su speroni di roccia che colano a picco sul mar Ligure, nel versante di Levante. Un antico villaggio di pescatori adagiato nello spazio ristretto di una insenatura tra le scogliere, che ha modificato se stesso ed è saputo ripartire dopo i drammi vissuti con le alluvioni degli anni che ne hanno messo a repentaglio la vita e l’aspetto. Ci siamo stati per il nostro primo viaggio “fuori Toscana” e ne siamo rimasti affascinati, al punto che non potevamo non ricordare attraverso parole ed immagini il nostro viaggio in pillole…

Le case colorate dei pescatori a Riomaggiore

A Riomaggiore le case hanno ancora l’intonaco colorato di un tempo. Scambiando due chiacchiere con un abitante del posto abbiamo scoperto che l’usanza ha realtà una origine antica ed una motivazione ben precisa: i pescatori ne dipingevano le mura con i colori più accesi così da poterle scorgere dal largo, quando erano fuori per la pesca. Sono case in cui devi percorrere talmente tante rampe di scale per arrivare al tuo piano che alla fine sembra di abitare un grattacielo. Ma che bella vista e quanta placidità ad affacciarsi alla finestra…

Il piccolissimo porticciolo di Riomaggiore con la darsena
Il piccolissimo porticciolo di Riomaggiore con la darsena – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Le erbe, il pescato, la pasta e le tante golosità della Riviera di Levante

Abbiamo soggiornato a Riomaggiore un paio di notti, tempo sufficiente per innamorarci di questo luogo e per fare indigestione del mare color zaffiro e del cielo limpido. Ma anche di tutte le specialità culinarie locali a base di erbe come timo, maggiorana, rosmarino, piuttosto che di olive taggiasche, pomodoropesto. Abbiamo gustato una piacevolissima cena a base di pesce fresco in tutte le sue varianti, proprio a qualche metro dalla darsena di Riomaggiore, con le narici inebriate dall’aria di mare e proprio bocconi di mare sul piatto. Ogni mattina abbiamo fatto colazione con la vera fügassa ligure e per ben due giorni di fila siamo andati alla scoperta dei migliori locali dove gustare croxetti in tutte le loro varianti, purchè fatti con la pasta tirata a mano, rigorosamente senza uovo “perchè noi la pasta in casa la facciamo senza uovo“, ci ha fatto notare un ristoratore del posto.

Da Riomaggiore alla scoperta delle Cinque Terre

Un suggestivo servizio di bus-traghetto collega ogni 30 minuti tutti i paesi delle Cinque Terre via mare: comodissimo visto che girare per i paesi con l’auto può comportare numerosi problemi

Abbiamo percorso a piedi le poche ripide vie che collegano il vecchio insediamento di pescatori di Riomaggiore, raccolto attorno alla marina fino al paese “nuovo”. Purtroppo lo straordinario percorso noto come “via dell’Amore” era chiuso a causa di frane e crolli pertanto abbiamo dovuto trovare soluzioni alternative per partire alla scoperta delle altre “quattro terre”. E con facilità abbiamo scoperto un comodo servizio di bateau-bus che le collega via mare in pochi minuti di navigazione, vista l’impraticabilità delle stradine per la maggior parte dei veicoli. Così abbiamo attraccato a Manarola, Vernazza, Monterosso ed abbiamo gustato coni di pesce fritto, l’aperitivo locale, da mangiare rigorosamente seduti sulla scogliera, accompagnati da un bicchiere di Sciacchetrà, il vino bianco tipico locale il cui nome sembra indicare la pigiatura dell’uva e riportare alla mente tanti dolci, mai vissuti ricordi…

Pesce fresco, olive taggiasche, olio extravergine, erbe, verdure e la tradizionale pasta fatta a mano senza uovo sono i principali ingredienti della cucina ligure

Al termine delle nostre escursioni, con le gambe un pochino doloranti abbiamo percorso quella meravigliosa galleria che porta dal centro del paese alla Stazione, una volta buia e tetra, oggi arricchita da centinaia di splendidi mosaici fatti con tessere, pezzi di vetro, mattonelle e conchiglie. Là, dalla parte opposta dell’abitato di Riomaggiore, abbiamo scovato i migliori scogli dove fare un tuffo in compagnia dei gabbiani. Ci siamo impratichiti di fauna marina locale parlando con ristoratori e pescivendoli ed imparando a leggere i menù del pescato del giorno ed a riconoscere la freschezza della materia prima dagli occhi e dalle squame. Abbiamo scoperto come distinguere una vera fügassa fatta dal fornaio, da una focaccia surgelata precotta grazie ai preziosi consigli dell’artigiano sotto al nostro alloggio, nella via principale del paese. Abbiamo imparato la storia dei croxetti, con la loro strana forma tutta da raccontare e conosciuto la ricetta del vero pesto nonché molte altre curiosità e delizie che sarà un piacere condividere con te, durante questo nostro virtuale viaggio…

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