Correva l’anno del Signore 2018, il mese era Febbraio ed il giorno 15: San Faustino direbbero in molti, io incluso. “E te pareva” pensavo mentre guidavo verso Montepulciano. Dopo un periodo decisamente anomalo stavo per ritrovarmi a tu per tu con un vino ed una realtà per me molto particolari: l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano.

L’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano

Come in tutti gli eventi di vino corri di qua e di là, cerchi di assaggiare più vini possibile senza diventare molesto e possibilmente evitando di biascicare in modo palese mentre parli con i produttori. Sì le sputacchiere ci sono, ma il vino lo bevi comunque e sennò che ci vai a fare. Fortunatamente gli anni passano, i produttori son più o meno gli stessi, ci fai amicizia, ci si intende, il vino piace a tutti e siamo lì anche per divertirci: perché se così non fosse avrei fatto il sommelier dell’acqua o il degustatore di caffè.

Il Nobile, questo (s)conosciuto

Benché sia stata la prima DOCG della storia Italiana, a tutt’oggi il Vino Nobile passa ancora troppo in sordina. Questo potrei dirlo anche per tanti altri aspetti della altrettanto bella Valdichiana… ma sto divagando.
L’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano è uno di quei momenti in cui ti aspetteresti di avere la contezza dell’annata: e invece ne esco spesso confuso. Non mi riferisco all’organizzazione ma all’anima di questo vino, ancora stranamente in cerca d’autore.
È un signor vino e vi sono ottimi produttori e quindi mi domando perché il Vino Nobile ancora oggi stenti a trovare una propria identità. Perché non sia riuscito a sfruttare appieno le occasioni in cui poteva smarcarsi dai grandi vicini e definire una volta per tutte la propria immagine nel mercato. Sarà forse la recente scelta di aprirsi ai vitigni internazionali a dare un nuovo futuro al Vino Nobile oppure sarà necessario trovare altre strade?

Qualcosa bolle nel tino

A queste e ad altre domande ad oggi senza risposta pare che saranno proprio i produttori del Nobile a rispondere perché, come si suol dire, chi fa da sè fa per tre; o trentatré come direbbe un locale, fraterno amico. Piccoli e grandi vignaioli, in modi differenti, stanno cercando di dare un senso più ampio e forte al proprio lavoro partendo dall’esperienza dell’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano e arrivando ad unirsi in fucine di idee e di operatività. Ora, senza far nomi, guardando la situazione dall’esterno ed essendo il sottoscritto un blogger vintage ’78 non posso non dire che mi sembra di essere finito dentro una Star (Wine) Wars con tanto di Impero e Ribelli ma… era ora!!! Finalmente nel mondo del vino qualcuno rischia sul serio e fa qualcosa di veramente nuovo che va oltre le solite scontate iniziative. Saranno forse queste le strade che porteranno ad una nuova era per il Vino Nobile di Montepulciano? Staremo a vedere.

Papille fumanti

Detto questo, devo essere onesto: non sono, come posso dire… allenato? In tanti pare siano riusciti a degustare i 150 e più vini (!!!) presenti all’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano 2018 dando anche una circostanziata opinione sull’annata.
Per questione di oggettiva capacità mi sono invece limitato ad assaggiare solo i nuovi vintage di alcune cantine che già conoscevo e di poche altre – per me – nuove che avevo interesse a provare. Perché se anche i Sommelier professionisti dicono che si può degustare seriamente un massimo di 15 vini, un motivo ci sarà.
Ad ogni modo, ricordando che qui sto parlando della vendemmia 2015, le mie opinioni sono leggermente in crescita rispetto all’annata 2013, unico parametro reale di riferimento considerato il disastroso 2014.
Preferisco però non dare le mie impressioni sui singoli vini che degusto durante un evento perché le variabili sono troppe per farlo in maniera imparziale. Ho però già pronti i posts sulle cantine del Nobile che ho visitato nei mesi seguenti e non mancheranno note e curiosità sulle loro tecniche e filosofie!

Le sensazioni del Nobile

Voglio comunque condividere quanto ho appreso nelle varie degustazioni di questo vino fatte nel corso degli anni. Nella mia memoria olfattiva il Nobile di Montepulciano esprime profumi di viola mammola e iris (in zona chiamato “giaggiolo”), in un blend che riesce ad ammorbidire la nota di quest’ultimo mantenendo però invariato il suo carattere, e marasca e/o prugna (la Mascina o susina di Montepulciano o Scoscia Monaca è stata inserita nell’ elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della Toscana). Speziature e note varie: tantissime anche se un po’ più delicate rispetto al classico Sangiovese di zona. Potrei dire che in alcuni riserva si sente il cuoio ed il tabacco Kentucky, in altri spezie scure, alle volte cannella o vaniglia, note erbacee, minerali e persino eterei. Ma che significato avrebbe farlo? Questo è l’extra, il regalo che proviene direttamente dalle esperte mani di ogni vignaiolo, il vero divertimento.
E questo sta a te, wine lover che assaggerai il Vino Nobile, scoprirlo.

Una sorpresa nel finale

C’è un ultimo dettaglio, non da poco. Ho riscontrato una nota minerale mai sentita prima nei vini di quei produttori che si sono prefissi di vinificare il Nobile in maniera naturale, ispirandosi a vecchi metodi di allevamento e vinificazione. Un sentore antico che lì per lì stravolge il concetto stesso di Nobile ma che forse proprio per questo motivo può dare una nuova connotazione ad un modo di fare (o rifare) il vino di Montepulciano.
Ed è seguendo questa traccia che mi sono incamminato per un sentiero nuovo e sconosciuto, alla scoperta di Montepulciano.

Alla prossima edizione!