“É la pennellata. Il tocco d’artista che un maestro appone sull’opera a distinguere la copia dall’originale”, così la pensa Marco Buracchi, 63 anni di cui 30 trascorsi tra i vigneti della sua tenuta di Cervognano in Montepulciano (SI). “Il luogo migliore per l’allevamento e la vinificazione del Sangiovese, anzi del Prugnolo gentile“, a detta di chi lo ha prodotto per ben metà della sua vita.

“È la pennellata. Il tocco d’artista che un maestro appone sull’opera a distinguere la copia dall’originale”: così Marco Buracchi, viticoltore in Montepulciano e proprietario di una delle aziende che hanno fatto la storia del Vino Nobile

La leggenda di Metinella

“Fu mio padre ad acquistare questa azienda, colpito dalla leggenda di Metinella (il nome della tenuta, n.d.r.) secondo la quale il re etrusco Porsenna avrebbe sepolto in questi poggi una scultura d’oro massiccio raffigurante una vacca, simbolo di fertilità, accanto ad una cappella pagana. Poi s’innamorò della coltivazione dell’uva, trasmettendomi questa passione così semplice, autentica”. Beh noi la vacca non l’abbiamo mai trovata ma in compenso abbiamo trovato un altro oro, di un valore inestimabile: la vite. Ed il Vino Nobile di Montepulciano.

È dalla passione di Marco Buracchi, viticoltore “trafugato” all’architettura che ogni anno, per quasi 35 anni è nato il Vino Nobile di Montepulciano Buracchi, in quella splendida cornice di Montepulciano che gli Etruschi denominarono “Mons Politicus” ed in cui trasferirono la propria corte regale. In queste dolci colline, sulle quali si stende una fila pressoché infinita di Aziende agricole e vitivinicole io sono cresciuta ed ho trascorso poco meno di metà della mia vita, tra una vendemmia ed un imbottigliamento. A cogliere i grappoli rigorosamente a mano sin dalla più giovane età, ad imparare a amare il vino attraverso la sua lenta fermentazione ed a cercare il mix perfetto di profumi ed aromi da racchiudere in bottiglia, giocando con i frutti di questa terra.

Un nuovo futuro per la tenuta Metinella

Per raccontare la passione di Marco Buracchi basta una frase: “il vino è vita nell’arte della natura”

Oggi l’Azienda Agricola Buracchi, che in un certo senso ha fatto la storia del Vino Nobile di Montepulciano, contribuendo in maniera significativa a costituire il primo nucleo del Consorzio di tutela ed a determinare le regole per la produzione del Nobile, è passata di mano, ad altrettanti amanti della viticoltura che siamo certi continueranno con la medesima passione l’allevamento della vite e la produzione di uno dei vini più buoni e versatili dell’Italia intera.

Restano alcune centinaia di bottiglie da custodire gelosamente per gli anni a venire e resta un grande patrimonio di ricordi e memoria, di maestria nell’arte di allevamento della vite e di amore per queste terre. Porteremo sempre nel cuore la cura con la quale venivano selezionati i grappoli, la vendemmia fatta interamente a mano, la gioia nel vedere il mosto giungere fino al termine dell’invecchiamento ed il vino lentamente prendere forma, con il suo bouquet di aromi da noi sempre cercato e realizzato all’insegna dell’aderenza a questa terra di Montepulciano, fertile e antica. Porteremo sempre con noi quel gradevole e sottile aroma di frutti rossi, violetta, vaniglia tabacco che distingue l’autentico Vino Nobile da ogni imitazione e nel frattempo auguriamo in bocca al lupo a chi è venuto dopo di noi, a prendersi cura di vigne che vanno amate e curate con passione, giorno dopo giorno e che siamo certi saprà fare un ottimo lavoro!

E come non far bene, d’altro canto, in questo angolo così generoso di Toscana… Forse ha davvero ragione mio padre: “è la cifra d’autenticità di questo territorio che fa la differenza”, la pennellata di gusto autentica di queste uve di Montepulciano e la grande passione di chi lo ama, prima ancora di lavorarlo.