La ciancinfricola è uno di quei piatti onomatopeici, che già dal nome ne capisci l’origine. “Cianciare” e “fricolare” sono vocaboli del dialetto senese di campagna, che già il Righi Parenti ne denuncia l’origine squisitamente contadina. “Cianciare” significa chiacchierare di cose inutili, un parlare tanto per aprir bocca mentre “fricolare” può significare ambo darsi da fare senza concludere nulla, che affrittellare in padella, ed in questo secondo caso l’esito è garantito!

Uova di gallina
Uova di gallina – credits: Pixabay

Con uova, pomodoro, brodo e cipolla, la ciancinfricola è un piatto di gusto: dalle origini povere ma molto ricco di sapore

La ciancinfricola però, a dispetto del suo nome, è un piatto di gusto: povero ma ricco di energia e sapore. Veniva consumato a metà mattina, specie in estate quando son più disponibili i pomodori da sugo e specie dai braccianti e dai contadini, che senza poter disporre di vigorosi panini con la porchetta, s’accontentavano di poco per darsi forza durante il lavoro nei campi: qualche uovo, brodo fatto con gli ossi e le galline vecchie e pomodoro dell’orto. Oggi nelle sue poche varianti questo è un piatto che accompagna ancora le famiglie toscane. Noi lo facciamo spesso, quando non abbiamo molta voglia di cucinare e poco tempo a disposizione!

Un generoso piatto di Ciancinfricola senese!
Un generoso piatto di Ciancinfricola senese! – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

La ricetta originale prevede un uovo di quaglia a testa ma potete anche ometterlo: otterrete comunque un buon risultato!

L’avrete sicuramente assaggiata almeno una volta nella vita: chi la chiama “pomodorata“, chi “picchio pacchio” e chi – come mia nonna – semplicemente “ova al pomodoro“. Per farla bastano le uova, le cipolle, i pomodori già pelati, un pizzico di pepe, abbondante brodo, pane toscano raffermo, olio e sale. Per i palati più ricchi si è soliti aggiungere alla fine un uovo di quaglia a persona ma visto che i supermercati ne sono spesso sguarniti, otterrete un buon risultato anche senza, oppure sostituendolo con un uovo di gallina in più a testa, per una merenda o un pasto molto più succulento.

La ricetta per 4 commensali

Iniziate soffriggendo una grossa cipolla ed uno spicchio d’aglio ben tritati in tre cucchiai d’olio extravergine d’oliva, all’interno di un tegame di coccio oppure in una padella antiaderente finchè le cipolle non si saranno ben appassite. Aggiungete quindi un chilo di pomodori tagliati a pezzi, che avrete prima sbollentato e privato della pelle, tenendoli da bollenti sotto l’acqua fredda se scottano. Salate e pepate secondo il vostro gusto e lasciate cuocere con il coperchio.

Nel frattempo sbattete 4 uova di gallina con un litro di brodo e quando i pomodori si saranno sfatti versate il composto d’uova nel tegame, avendo cura di sbattere con una frusta per far rapprendere gli albumi. Aspettate finché parte del liquido non si sarà rappreso ed aggiustate di sale e pepe se necessario. Preparate nel frattempo 4 piatti con una fetta di pane toscano raffermo tagliata ben alta e quando nel tegame resta poco liquido versateci sopra la ciancinfricola.

Ora, munendovi di abbondante pane che vi servirà per la scarpetta e che vi consigliamo di tenere sempre a portata di mano, rompete sopra la vostra ciancinfricola bollente un uovo di quaglia e gustate tutto il sapore rustico della tavola contadina!

Che la chiamiate "ciancinfricola", "pomodorata" o "uova al pomodoro" ecco tutta la rusticità e la genuinità della tavola contadina racchiusa in un piatto!
Che la chiamiate “ciancinfricola”, “pomodorata” o “uova al pomodoro” ecco tutta la rusticità e la genuinità della tavola contadina racchiusa in un piatto! – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0