Effettivamente lascia di stucco il pane toscano. Sciocco, alveolato e con quella spessa crosta croccante. Sembra quasi chiamare a gran voce i salumi e gli intingoli senza la paura che tutto risulti eccessivamente saporito. Ma ti sei mai chiesto perchè sia così?

Ci sono molte ipotesi in merito: alcune sono inerenti la salumeria, un argomento forse “giovane” se paragonato alla tradizione del pane sciocco, o forse no. Sono molte anche le leggende, alcune delle quali contengono semi di verità. E quasi tutte hanno come protagonista la città di Firenze. Vediamone assieme alcune…

La leggenda o le leggende?

La sua crosta croccante, il profumo fragrante, la mollica alveolata e la forma tradizionalmente irregolare rendono oggi questo pane un ingrediente irrinunciabile nella tavola di ogni toscano!

Forse tra tutte le leggende quella più credibile rinvia al XII secolo, quando furono interrotti i commerci tra la Repubblica marinara di Pisa – da dove proveniva in gran parte il sale – e la città di Firenze, a causa della guerra in corso tra le due città. Si racconta che i Pisani decisero di far “morire di sale” i Fiorentini, perchè il sale era un alimento prezioso e costoso, fonte di ricchezza nei commerci e sopravvivenza alimentare (dopotutto il sale è da sempre il miglior conservante naturale che esista!). I Fiorentini a loro volta reagirono iniziando a produrre il pane ed altri alimenti senza sale, dimostrando quanto vane fossero le speranze dei nemici di provocare loro un grave danno.

Ci sono però tante altre leggende altrettanto veritiere, come quella che vuole il sale così caro che la povera gente non poteva permetterselo per preparare un alimento così essenziale come il pane. Ad accreditare questa versione ci sarebbe il fatto che Firenze a quel tempo riscuoteva in tutta la Toscana latassa del sale“, un’imposta così cara che i cittadini stentavano a sopravvivere utilizzando questo alimento per la preparazione dei cibi.

Pane Toscano, Fette
Pane Toscano, Fette – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Salumi, formaggi, intingoli, sughi. Il pane toscano si abbina a tutte le stuzzicherie toscane senza mai appesantirne i sapori

Pane toscano: come assaporarlo al meglio

Quale che sia l’origine del pane “sciocco”, resta il fatto che è rimasto un alimento caro ai Toscani. Si sposa perfettamente con una cucina ricca di sapori e di intingoli come quella Toscana, ne controbilancia la salatura e la ricchezza di spezie e pertanto è perfetto per celebrarne la cucina con una generosa “scarpetta” sul piatto. Va a braccetto con l’Olio Extravergine toscano, prezioso blend di varietà diverse che solo in questa regione danno un prodotto dal forte sentore di carciofo e di pepe, ottimo se consumato da solo senza la minima aggiunta di sale.

Un abbinamento classico per il pane toscano, che tutti noi ricordiamo con affetto poichè protagonista delle nostre merende di bambini, non può che essere quello con i salumi della tradizione: la Finocchiona IGP, il Prosciutto toscano DOP, il salame toscano a grana grossa, oppure i formaggi erborinati o stagionati, come il tradizionale Pecorino toscano DOP. In tutti questi casi il pane toscano è semplicemente perfetto perché proprio il suo essere sciocco, reca il vantaggio di non appesantire l’agognata merenda!

Insomma… La sua crosta croccante, il profumo fragrante, la mollica alveolata e la sua forma tradizionalmente irregolare rendono ancora oggi questo tipo di pane un alimento irrinunciabile nella tavola di ogni toscano! E poi sono moltissime le ricette della tradizione toscana che hanno come protagonista il pane: dalla ribollita alla pappa al pomodoro, dalle minestre di pane alla cipollata, dal pancotto alla panzanella fino ai crostini, alle bruschette ed ai condimenti alle briciole per primi piatti speciali come i pici. Adesso non resta che divertirci a provarle tutte, una dopo l’altra!

Ciotola di Ribollita toscana
Ciotola di Ribollita toscana – credits tracy benjamin