É uno dei vini più antichi e pregiati di tutta la Toscana. É il Vino Nobile di Montepulciano, che senza nulla invidiare agli altri grandi Rossi Toscani deve la propria peculiarità al legame strettissimo che si è creato nei secoli tra il vitigno Sangiovese ed il terroir. La zona di produzione non è stata infatti mai ampliata, conservando in questo modo la tipicità di un luogo da sempre vocato alla produzione vitivinicola.

Vino Nobile: uvaggio e produzione

Il disciplinare di questo Vino D.O.C.G. prevede l’uso di almeno il 70% di uve Sangiovese, localmente denominato Prugnolo Gentile, di Canaiolo Nero per un massimo del 20% ed una restante quota variabile di uve tipiche della provincia di Siena tra cui Mammolo, Colorino ma anche Merlot e Cabernet. Il Vino Nobile matura per un periodo minimo di 24 mesi, di cui almeno 12 trascorsi in botte di legno. Può fregiarsi del titolo “Riserva” solamente una volta trascorsi 36 mesi di affinamento e deve essere commercializzato a partire dal 1 Gennaio successivo alla vendemmia.

Un vino da tutto pasto

Grazie alla sua struttura elegante, corposa ma mai affatto legnosa, fruttata ed aromatica il Vino Nobile è perfetto sia con arrosti e stufati di carne e selvaggina che con primi piatti della tradizione toscana tra cui gli immancabili pici, le pappardelle e tutte le paste fatte a mano. Ve lo consigliamo anche con piatti più semplici a base di verdure, funghi o Pecorini, con antipasti a base di salumi e con le classiche zuppe toscane. Insomma il Nobile è un vino da tutto pasto e grazie alla sua proverbiale eleganza si presta benissimo anche alla meditazione, lontano dai pasti in compagnia di un buon libro e di tranquillità!

Botte di Vino Nobile di Montepulciano
Botte di Vino Nobile di Montepulciano – credits -Siby-

La storia del Vino Nobile

Ma qual’è la storia del Vino Nobile e cosa si nasconde dietro un nome così prestigioso?

Sicuramente l’origine del Nobile si perde nelle stesse origini del territorio. Un’antica leggenda vuole la città di Montepulciano fondata per volontà del re etrusco Porsenna. Si dice che questi si trasferì da Chiusi sull’antico colle di Mons Mercurius, assieme ai suoi sudditi. Il monte più tardi cambiò il nome in “Mons Politicus” proprio per via della residenza reale. Lo testimonierebbe una “kylix” ritrovata in loco (ovvero una tazza da vino etrusca) attualmente conservata al museo di Chiusi, che reca la rappresentazione di Flufluns, il dio del vino etrusco, occupato in un gioco in cui il vino è protagonista.

La fortezza di Montepulciano che ospita tradizionalmente l'Anteprima del Nobile in febbraio
La fortezza di Montepulciano che ospita tradizionalmente l’Anteprima del Nobile in febbraio – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

“Montepulciano d’ogni vino è Re!” è la conclusione del celebre ditirambo di Francesco Redi, “Bacco in Toscana”

Il primo documento storico riferibile al vino di Montepulciano risale però al 789 a.C., quando il chierico Arnipert offre alla chiesa di San Salvatore a Lanciniano sull’Amiata, un pezzo di terra coltivata a vigna nel castello di Policiano. É comunque documentato a partire dal Medioevo che i vigneti di Mons Politianus producessero vini eccellenti, tanto che alla metà del 1500, Sante Lancerio, il cantiniere di papa Paolo III Farnese, celebrava il vino di Montepulciano con queste parole: “perfettissimo tanto il verno quanto la state odorifero, polputo, non agrestino, né carico di colore, sicchè è vino da Signori”, che tradotto suonerebbe come “perfetto tanto l’invecchiamento quanto lo stadio aromatico; corposo, non eccessivamente forte né carico di colore: questo vino è per nobili genti.

Bacco in Toscana

Ma il documento forse più prezioso per il Vino Nobile di Montepulciano risale al XVII secolo ed è il celebre ditirambo di Francesco Redi, giunto nelle mani di re Guglielmo III d’Inghilterra. Una splendida poesia dove si decentano in versi le migliori produzioni vitivinicole della regione, compresi vin di antica tradizione come il Moscadello di Montalcino e di certo il miglior biglietto da visita per il Nobile nelle terre di oltremare, per quelle genti così ancora poco abituate al succo d’uva. Il poemetto che lo contiene – dal titolo “Bacco in Toscana” – nel descrivere Bacco ed Arianna amoreggiare mentre si godono una bella coppa di vino di Montepulciano, si chiude proprio con queste parole: “Montepulciano d’ogni vino è Re!“.
Chi sarà stato dunque per primo a conferire un titolo …”Nobile” a questo vino?

Montepulciano, la vendemmia
Montepulciano, la vendemmia – credits Luca Nebuloni