Della Val d’Orcia, come vi abbiamo scritto qui, è stato scritto tutto ed il contrario di tutto. L’unica cosa che ci sentiamo di dirvi è che ben lungi dall’immagine paurosa e desolata con cui tanto è stata dipinta in passato, è una terra di rara bellezza, capace di togliere davvero il fiato. Quella immobile bellezza che solo le cose eterne hanno. Imperscrutabili, altere ed impassibili dinanzi al passare del tempo.

Pio II: un sogno utopistico per una terra “ostile”

Ampi spazi disegnati dai profili dei colli e punteggiati da cipressi sono intervallati da insediamenti umani arroccati sulle alture, quasi a proteggersi dalle insidie della vallata, sugli speroni rocciosi sui quali erano sorti i castelli dei feudatari locali. Nel mezzo strade poco battute da pellegrini e furfanti, con le loro zone di macchia ed i loro spedali. Forse fu anche per questo che qui nacque e si sviluppò il sogno di Enea Silvio Piccolomini di realizzare una città dagli ampi spazi e dal respiro architettonico europeo. Forse anche per questo nacque la città-utopia di Pienza: una pepita di marmo bianco e di armonia in una valle che tempo addietro era stata così insidiosa…

Duomo di Pienza, portale
Duomo di Pienza, portale – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Pienza è un gioiello urbanistico di rara bellezza: progettata da Papa Pio II Piccolomini e realizzata dall’architetto Rossellino, essa svetta come una torre di guardia sulla valle

Pienza è una vera e propria pepita di umanesimo. Nata da una mente illuminata che volle trasformare l’antico insediamento contadino di Corsignano in un gioiello urbanistico di rara bellezza. Costruita a misura di uomo, Pienza incarna un sogno di perfetta utopia assai frequente nell’architettura rinascimentale. Una volta diventato papa, Enea Silvio Piccolomini ne affidò infatti il progetto a Bernardo Rossellino, allievo di quel Leon Battista Alberti di cui è d’obbligo ricordare il Duomo di Firenze. La nuova cittadina, che doveva così diventare l’emblema della perfetta architettura rinascimentale, fu costruita sull’originale impianto del borgo che diede i natali a Enea Silvio Piccolomini ma vi furono aggiunte le residenze per la corte papale, la Cattedrale simbolo del potere spirituale, il Municipio quale “dimora” del potere temporale, collocato emblematicamente dinanzi alla cattedrale ed una ampia Piazza di forma leggermente trapezoidale, dalla quale partivano i camminamenti lungo le mura ed alla quale si accedeva attraverso il Corso, che tagliava a metà l’insediamento nel senso della sua lunghezza, fungendo da ampia arteria principale. Si pensò anche agli indigenti ed il Papa pientino volle che fosse costruito un lotto di case “popolari” poco fuori dal centro.

Pienza oggi

Passeggiare nella piazza antistante al Duomo, in cui la scansione orizzontale della pavimentazione sembra riflettersi sulla geometria dei palazzi intorno o indulgere nei giardini pensili di Palazzo Piccolomini, proiettati sulla Val d’Orcia o ancora sostare nella strada che costeggia le mura – via del Casello – sembra riportarci indietro nel tempo, quando giungevano a Pienza cavalli, carrozze e si incontravano per la via alti prelati e grandi artisti. Se passate da Pienza non dimenticatevi una visita al Museo Diocesano ed agli Appartamenti del Papa che si affacciano sontuosamente sulla piazza, piuttosto che quattro passi per Viale Santa Caterina, che s’imbocca dai giardini di Piazza Dante Alighieri e dal quale si gode una delle più belle vedute panoramiche sulla Val d’Orcia.

Abbiamo avuto la fortuna di trovare una bottega in cui degustare e ricevere una dettagliata spiegazione per ogni tipo di pecorino. Con una bella sorpresa sul finale

Shopping goloso

Fermarsi a Pienza significa anche passeggiare lungo il Corso Rossellino, dove un invitante odore di formaggio vi guiderà direttamente in una delle accoglienti botteghe dove degustare ed acquistare assaggi del rinomato quanto buonissimo Cacio pecorino di Pienza, magari in compagnia di salumi locali o composte a base di miele del vicino Monte Amiata. Noi ne abbiamo trovata una dove i gentilissimi proprietari, Barbara e Fabio, ci hanno suggerito di accompagnare una fetta con pecorino con una striscia di Panforte di Siena. L’abbinamento è azzardato e destinato agli amanti del dolce senese ma il risultato è stato strabiliante!

Per voi abbiamo selezionato due luoghi di ristoro: Sette di Vino per un pasto a base di stuzzicherie tipiche della tradizione senese e il Ristorante il Falco con primi piatti fatti a mano, secondi robusti ed un’ ottima carta dei vini

Dove abbiamo mangiato

Per un pranzo veloce ci sentiamo di consigliarvi Osteria Sette di Vino, nella piazzetta dietro al Municipio. Abbiamo dovuto fare un po’ di coda per via dei pochissimi tavoli a disposizione ma la gentilezza dell’oste ci ha fatto dimenticare l’attesa, con un fiasco di vino rosso o bianco e due bicchieri! Un consiglio sul menù? La fonduta di Pecorino con una fetta di rigatino e l’ottimo Lardo al ginepro, servito con crostini di pane caldo. Per un pasto completo vi consigliamo invece il Ristorante dal Falco, dove la padrona di casa, la simpaticissima Silvana vi delizierà con primi piatti rigorosamente fatti a mano (consiglio: assolutamente i pici!), secondi della tradizione senese e una carta dei vini molto rispettosa del territorio ma aperta anche ad influenze “esotiche”. Un consiglio su tutti? Il maialino in agrodolce con prugne e mele!

Nella facciata esterna della Pieve di Corsignano restano i simboli pagani di un tempo: il viaggio dell’uomo verso la fede 

Itinerari insoliti attorno Pienza

Se vi avanza ancora un po’ di tempo non potete dimenticare di fare una sosta alla antica Pieve di Corsignano, antica chiesa del borgo dove fu battezzato proprio il futuro papa Enea Silvio Piccolomini. Ci si arriva superando le mura esterne della città, mentre la strada scende dolcemente verso la valle, attraverso una piccola deviazione sulla destra. La Pieve è una costruzione a tre navate, semplice e suggestiva ma che ai più interessati alla simbologia farà passare una piacevole oretta di scoperta. Infine avremmo voluto portarvi alla scoperta di un luogo che solo pochissimi pientini e turisti hanno avuto il piacere di visitare ma al quale dedicheremo un articolo più avanti, il Romitorio di Pienza. Si tratta di un piccolo insieme di grotte scavate dagli eremiti nella parete di arenaria sulla quale sorge Pienza. Oltre a contenere un interessante insieme di incisioni rupestri, in alcuni giorni dell’anno vi si verifica un fenomeno molto suggestivo poichè le pareti, grazie ai raggi del sole, si colorano di un bellissimo rosa, come fossimo sulle Dolomiti. Ad oggi il Romitorio è parte di una proprietà privata ed abitualmente chiuso, salvo alcune visite che vengono organizzate su prenotazione il martedì, il venerdì e la domenica dalle 15,00 alle 17,00. Per saperne di più potete fare riferimento al seguente link.

Insomma abbiamo cercato per voi una frase che potesse sintetizzare il nostro viaggio a Pienza, alla fine l’abbiamo trovata: “Pienza: un grande sogno, realizzato in piccolo e divenuto realtà“. Siete d’accordo con noi?