La prima cosa che abbiamo imparato a Montalcino è che i montalcinesi son gente testarda: quando si mettono in testa una cosa, difficilmente gliela togli dai loro primi pensieri. Magari ci mettono anni di preparazione e di studio ma poi, quando la fanno, ci riversano tutti loro stessi, ed il risultato è molto spesso un capolavoro.

Del resto li abbiamo conosciuti così, durante i nostri due viaggi a Montalcino. E ci piace pensarli tali per tutti i secoli che le loro mura e le loro colline hanno attraversato. Ne hanno dato prova sempre in passato: basti pensare ai numerosi assedi che hanno sopportato, alla tenacia ed al coraggio che hanno dimostrato sin da quando Siena fu sconfitta e qui a Montalcino si rifugiarono i suoi fuoriusciti, per dar vita all’ultimo baluardo della Repubblica senese. L’ultima roccaforte delle libertà comunali toscane.

Lo stemma della balzana senese scolpito sulla porta d'ingresso nella città di Montalcino
Lo stemma della balzana senese scolpito sulla porta d’ingresso nella città di Montalcino – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Accadde così anche per il loro grande vino Moscadello, il primo grande prodotto vitivinicolo di questo territorio, capace di sedurre i palati di papi e sovrani di tutt’Europa secoli e secoli prima che il Brunello venisse concepito. Un vino che fu vanto e fortuna di tante famiglie montalcinesi, di cui vi vogliamo raccontare l’epopea perchè è proprio come di una epopea che abbiamo sentito per la prima volta raccontare la sua storia:

E fu così anche per quanto riguarda l’economia e l’assetto sociale di questo territorio, dove si respiravano intraprendenza ed un certo innato fiuto per gli affari sin dal 1300, quando Montalcino riluceva per le sue fiorenti concerie e le sue botteghe di calzolai. Erano tempi in cui, a differenza di altri luoghi della penisola, qui a Montalcino l’aristocrazia locale non aveva timore a mescolarsi con borghesi e mercanti per rafforzarsi ed assieme rafforzare patrimoni e territorio. La tenacia dei montalcinesi non venne meno neppure quando, più recentemente, una grande fetta della sua ricchezza agraria venne assalita dal pericolo di terribili malattie della vite, che mise in serio pericolo la sopravvivenza dei suoi preziosi vigneti. I montalcinesi tennero duro ancora una volta allorché il loro territorio fu dichiarato “infetto”, dopo le epidemie ottocentesche di peronospora e fillossera. Alla fine l’ebbero vinta ed accanto ad una nuova stella, il Brunello, ritirarono fuori il Moscatello dal proprio passato.

L’abbiamo potuto toccare con mano: queste caratteristiche della gente di Montalcino, fiera, orgogliosa ed attaccata al proprio territorio, si riversano completamente nella vita di comunità di questa gente, stretta attorno alle proprie tradizioni come segno vivente di un legame profondo ed anche di antichissimi rapporti d’amicizia con la città di Siena. Non a caso la nostra prima volta a Montalcino fu in occasione di Montalcino d’Ottobre: una cena itinerante che prometteva un incontro del tutto insolito con la città. Avremmo conosciuto Montalcino “dal di dentro” ovvero dentro i suoi quartieri, fianco a fianco con gli uomini e le donne della Montalcino di oggi, impegnati a portare avanti le proprie tradizioni senza dimenticarsi di vivere nel presente. Un incontro che ci fece cogliere subito la semplicità, l’autenticità di un territorio a buon dire da ritenere fiero di se stesso!

La seconda volta che ci siamo avventurati a Montalcino è stato invece in occasione di Benvenuto Brunello 2016, l’annuale manifestazione che richiama in città il fior fiore della critica e della stampa internazionale, coi riflettori puntati su quello che negli ultimi 40 anni ha reso celebre Montalcino nel mondo. Neppure a dirvelo: ci sentivamo un tantino spaesati in mezzo a tutta quella calca di professionisti e giornalisti… “Chissà che facevano – vi sarete chiesti – Luca e Carlotta ad una delle manifestazioni più importanti dell’anno enologico toscano!?” Beh ma ad assaggiare il Brunello no?! A breve potrete scoprire di più sulla nostra esperienza enologica a Montalcino. Ovviamente non aspettatevi recensioni o punteggi sui vini: per quello abbiamo moltissimi amici sommelier assai più bravi di noi!

Mentre prepariamo nuovi articoli e programmiamo nuovi viaggi alla scoperta di Montalcino, vi lasciamo con una galleria di bellissime immagini della città. A breve aggiorneremo questo post con altre curiosità e fantastiche esperienze, nel frattempo continuate a seguire il diario di Carlotta e Luca!