Della Val d’Orcia, come abbiamo scritto qui, è stato scritto tutto ed il contrario di tutto. L’unica cosa che ci sentiamo di dirti è che è una terra di rara bellezza, capace di togliere davvero il fiato. Quella immobile bellezza che solo le cose eterne hanno, altere ed impassibili dinanzi al passare del tempo. La stessa cosa diremmo per Pienza, in un certo senso la “capitale” della bellissima valle che la circonda.

In questo articolo ti racconteremo qualcosa di più sulla città di Pienza e sul particolarissimo personaggio che la volle costruita così. Poi cercheremo di consigliarti alcuni posticini e chicche gastronomiche da non perdere durante la tua gita: se stai programmando una visita a Pienza, sei capitato proprio nel posto giusto!

La Pienza di Pio II: perchè si chiama “città-utopia”?

Ampi spazi disegnati dai profili dei colli e punteggiati dai cipressi, intervallati da insediamenti umani arroccati sulle alture, a proteggersi dalle insidie della vallata. Nel mezzo strade poco battute e popolate solo di pellegrini e furfanti, con le loro zone di macchia ed i loro spedali. Era questa la Valdorcia attorno a Pienza al tempo di Enea Silvio Piccolomini, quando ancora non era Pio II. E forse fu anche per questo che qui nacque e si sviluppò il sogno di dare nuova vita ad un piccolo borgo immerso in una contrada poco sicura.

Il Piccolomini, alla cui ricca famiglia era toccato subire l’esilio da Siena, una volta divenuto papa coltivò (e realizzò!) il sogno di trasformare il piccolo borgo natìo di Corsignano in una città dagli ampi e moderni spazi e dal respiro architettonico europeo. É per questo che Pienza la sentirai chiamare “città-utopia“: perchè è una pepita di marmo bianco e di armonia in una valle che tempo addietro era stata così insidiosa e foriera di percioli per chi vi si addentrava per attraversarla. Nata dal sogno e dall’ambizione del suo primo cittadino, il papa!

Il panorama da via del Casello: il belvedere che corre lungo le mura di Pienza
Il panorama da via del Casello: il belvedere che corre lungo le mura di Pienza – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Un po’ di storia di Pienza

Pienza è un gioiello urbanistico di rara bellezza: progettata da Papa Pio II Piccolomini e realizzata dall’architetto Rossellino, svetta come una torre di guardia sulla valle

Nata da una mente illuminata e costruita a misura di uomo, tanto che potremmo dire “a misura di uno solo”!, Pienza incarna un modello di utopia che è frequente nell’arte, nell’architettura e nella filosofia rinascimentale. Una volta diventato papa Pio II, Enea Silvio Piccolomini ne affidò il progetto a Bernardo Rossellino, allievo di quel Leon Battista Alberti di cui è d’obbligo ricordare il Duomo di Firenze ed uno dei più affermati architetti capaci d’interpretare appieno le idee del tempo.

La nuova cittadina fu costruita sull’originale impianto del borgo che diede i natali al Piccolomini ma vi furono aggiunte numerose residenze per la corte papale che il papa costrinse i cardinali a erigere, abbellire e – soprattutto! – finanziare , la Cattedrale simbolo del potere spirituale, il Municipio quale “dimora” del potere temporale ed una ampia Piazza di forma leggermente trapezoidale, dalla quale partivano i camminamenti lungo le mura ed alla quale si accedeva attraverso un ampio e centrale Corso. Si pensò anche agli indigenti le cui case erano state espropriate per far posto ai nuovi palazzi ed il Papa volle che fosse costruito un lotto di case popolari nel quartiere che oggi prende il nome di “Case nuove”.

Pienza oggi: su cosa soffermarsi

Passeggiare nella piazza antistante al Duomo, in cui la scansione orizzontale della pavimentazione sembra riflettersi sulla geometria dei palazzi intorno o indulgere nei giardini pensili di Palazzo Piccolomini, proiettati sulla Val d’Orcia o ancora sostare nella strada che costeggia le mura – via del Casello – ti riporterà indietro nel tempo, quando giungevano a Pienza cavalli, carrozze e si incontravano per la via alti prelati e grandi artisti. Qui sotto trovi alcune curiosità che t’invitiamo a leggere prima di partire per Pienza, due storie che hanno per protagonista proprio l’affascinante Piazza Pio II. Che ne dici di dare un’occhiata?

Se passi da Pienza non dimenticare anche una visita al Museo Diocesano ed agli Appartamenti del Papa in Palazzo Piccolomini, che si affacciano sontuosamente sulla piazza, piuttosto che quattro passi per Viale Santa Caterina, che s’imbocca dai giardini di Piazza Dante Alighieri e dal quale si gode una delle più belle vedute panoramiche sulla Val d’Orcia. Con un bel po’ di tempo a disposizione ed un bel sole dalla propria si può anche indulgere nei giardini pensili del Papa sempre in Palazzo Piccolomini, forse il primo esempio di giardini di questo tipo in Europa, che tutt’ora conservano un certo intramontabile fascino.

Ah, hai già dato una occhiata al nostro itinerario panoramico a Pienza? Se sei a caccia di panorami struggenti, qui sotto ti consigliamo un percorso che ti porterà a godere delle migliori vedute sulla Val d’Orcia e sul Monte Amiata, con una attenzione tutta speciale per chi come noi viaggia in due!

Shopping goloso a Pienza: i nostri indirizzi del cuore

Abbiamo avuto la fortuna di trovare una bottega in cui degustare e ricevere una dettagliata spiegazione per ogni tipo di pecorino. Con una bella sorpresa sul finale

Fermarsi a Pienza significa anche passeggiare lungo il Corso Rossellino, dove un invitante odore di formaggio ti guiderà direttamente in una delle accoglienti botteghe. Pienza è la città del Cacio pecorino (te ne parliamo qui) e d’altronde le vetrine non esitano ad invitare dentro per un assaggio. Ma a Pienza troverai anche salumi locali, pasta fatta col grano della Val d’Orcia come quella che produce il nostro amico Amedeo, composte a base di miele del vicino Monte Amiata e tanti vini locali tra cui sicuramente Brunello di Montalcino e Nobile di Montepulciano.

Noi abbiamo da anni un indirizzo preferito, proprio accanto al negozio che per anni fu di mia mamma e di mia zia: si chiama “La bottega di Marusco e Maria” ed i proprietari, Barbara e Fabio, sono sempre disponibili ad intrattenere ogni cliente con la spiegazione dettagliata di metodi di produzione, stagionatura ed abbinamenti di tutti i formaggi che hanno sul banco e sugli scaffali. Inoltre producono artigianalmente alcuni salumi davvero delizioni, il prosciutto in particolare! Proprio Barbara ci ha suggerito di accompagnare una fetta di Cacio di Pienza con una striscia di Panforte di Siena. L’abbinamento è azzardato e destinato agli amanti del dolce senese ma il risultato è stato strabiliante!

Se sei un winelover, un indirizzo sicuramente da annotare è l’Enoteca di Ghino in via del Leone, che ti consigliamo di cercare su Google Maps. Qui una incredibile selezione di vini, grappe e distillati da tutto il mondo ti fara spalancare gli occhi ed aguzzare le papille gustative. Ovviamente non mancano i vini del territorio per i quali è riservata una selezione molto curata ed attenta da parte dei titolari Ghino ed i due figli Marco e Patrick. Un consiglio ed un assaggio sono sempre ben elargiti!

Mangiare a Pienza: due indirizzi che abbiamo provato durante la nostra visita 

Ti consigliamo due luoghi di ristoro: Sette di Vino per un pasto a base di stuzzicherie della tradizione e il Ristorante il Falco con primi piatti fatti a mano ed un’ ottima carta dei vini

Per un pranzo veloce ci sentiamo di consigliarti Osteria Sette di Vino, nella piazzetta dietro al Municipio. Abbiamo dovuto fare un po’ di coda per via dei pochissimi tavoli a disposizione ma la gentilezza dell’oste ci ha fatto dimenticare l’attesa, servendoci nell’attesa un fiaschetto di vino e due bicchieri (a scelta tra rosso o bianco)! Un consiglio sul menù? La fonduta di Pecorino con una fetta di rigatino che è una merenda  impossibile da rifiutare durante una visita a Pienza ed un piatto di Lardo al ginepro con crostini di pane caldo, una golosità che merita davvero uno strappo alla dieta!

Per un pasto completo ti consigliamo invece il Ristorante dal Falco, dove la padrona di casa, la simpaticissima Silvana vi delizierà con primi piatti rigorosamente fatti a mano (consigliamo assolutamente i pici!), secondi della tradizione senese e una carta dei vini molto rispettosa del territorio ma aperta anche ad influenze internazionali. Un consiglio su tutti? Il maialino in agrodolce con prugne e mele!

Pienza, scorcio di panorama nei pressi di Porta al Prato (o Porta al Murello)
Pienza, scorcio di panorama nei pressi di Porta al Prato (o Porta al Murello) – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Cosa vedere nei dintorni di Pienza: la Pieve di Corsignano e il Romitorio

Nella facciata esterna della Pieve di Corsignano restano i simboli pagani di un tempo: il viaggio dell’uomo verso la fede 

Se ti avanza ancora un po’ di tempo non dimenticare di fare una sosta alla antica Pieve di Corsignano, l’antica chiesa dove fu battezzato proprio Enea Silvio Piccolomini e che ai più interessati alla simbologia farà passare una piacevole oretta di scoperta. Ci si arriva superando in macchina la circonvallazione esterna in direzione Spedaletto, mentre la strada degrada dolcemente, attraverso una piccola deviazione sulla destra poco prima di lasciarsi alle spalle il paese. Qui sotto trovi un piccolo approfondimento per prepararti alla visita: di curiosità che abbiamo scoperto sulla Pieve ce ne sono a bizzeffe!

Infine avremmo voluto portarti alla scoperta di un luogo che solo pochissimi pientini e turisti hanno avuto il piacere di visitare ma al quale dedicheremo un articolo più avanti, il Romitorio di Pienza. Si tratta di un piccolo insieme di grotte scavate dagli eremiti nella parete di arenaria sulla quale sorge Pienza. Oltre a contenere un interessante insieme di incisioni rupestri, in alcuni giorni dell’anno vi si verifica un fenomeno molto suggestivo poichè le pareti, grazie ai raggi del sole, si colorano di un bellissimo rosa, come fossimo sulle Dolomiti. Ad oggi il Romitorio è parte di una proprietà privata ed abitualmente chiuso, salvo alcune visite che vengono organizzate su prenotazione il martedì, il venerdì e la domenica dalle 15,00 alle 17,00. Per saperne di più puoi fare riferimento al seguente link.

Panorama di Pienza
Panorama di Pienza – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

 

Insomma abbiamo cercato a lungo una frase che potesse sintetizzare il nostro viaggio a Pienza, alla fine l’abbiamo trovata: “Pienza: un grande sogno, realizzato in piccolo e divenuto realtà“. Sei d’accordo con noi? E se sei già stato a Pienza, cosa ti è piaciuto di più?