Se desiderate scoprire la città di Siena in maniera insolita, quello che forse fa al caso vostro è un itinerario alla ricerca dei “luoghi dell’acqua“. Con alcune ore a disposizione potrete non solo avventurarvi nel tessuto urbano ma anche visitare i bottini senesi (i lunghi vicoli sotterranei che portavano acqua alle fonti, costellati di concrezioni calcaree e suggestive icone religiose di cui abbiamo parlato qui). E’ possibile prenotare una visita contattando l’associazione La Diana.

Se desiderate scoprire la città in maniera insolita quello che forse fa al caso vostro è un itinerario alla ricerca dei “luoghi dell’acqua“: le fonti e i bottini di Siena!

Origini e usi delle fonti di Siena

Ogni contrada a Siena aveva una propria fonte, spesso collegata ad un autonomo bottino. E se in passato le fonti erano fondamentali per la vita di tutti giorni e le attività commerciali e agricole, oggi ogni contrada è solita celebrare il battesimo dei nuovi contradaioli presso la propria fonte. Alcune fonti risalenti al XIII secolo conservano ancora la struttura originale, caratterizzate dalle tre vasche destinate ai diversi usi dell’acqua di cui vi abbiamo parlato qui. Molte sono state anche fortificate, a difesa dai nemici e come simbolo dell’estrema importanza che rivestivano per la città.

L’itinerario urbano

Se avete poco tempo a disposizione o intendete fare una bella passeggiata in città, potete armarvi di cartina e segnarvi alcuni tra questi luoghi, in ordine sparso.

1. Fontebranda, a pochi passi dalla basilica consacrata a Santa Caterina e dalla casa-santuario della santa. E’ un ottimo luogo di partenza per una visita completa di Siena, che vi consigliamo di effettuare assolutamente a piedi, “risalendo” lungo i vicoli.

2. Da segnalare per la sua gotica bellezza ad arcate ogivali è la Fonte Nuova di Porta Ovile, assieme alla sua compagna di più antica fattura, che trovate incassata sotto la Porta.

3. Fonte Gaia. Spettacolare e maestosa per i motivi figurativi di Jacopo dalla Quercia. E’ forse uno dei capolavori più identificativi di Siena, anche per la sua collocazione centrale e sopraelevata rispetto alle altre, tanto che i senesi per darsi appuntamento sono soliti dirsi: “Ci vediamo alla fontana!“. Si dice abbia questo nome perchè nel veder zampillare l’acqua per la prima volta, i senesi eruppero in una gioia sincera. L’originale tuttavia si trova nel complesso museale di Santa Maria della Scala: quella che attualmente sorge in Piazza del Campo è una copia ad opera di Tito Sarrocchi.

4. Molto suggestiva è la Fonte delle Monache di San Paolo. Possiede un lavatoio esterno visibile in via delle Sperandie ed una spaziosa parte interna scavata nella roccia, visitabile contattando l’associazione La Diana. Questo per permettere alle monache di clausura di raggiungere la stanza del lavatoio al riparo da sguardi indiscreti, attraverso una galleria che dal vicino convento scendeva per circa 12 metri nel terreno.

5. Poco distante da via delle Sperandie, inoltrandosi nei ripidi vialetti dell’Orto Botanico si incontra la Fonte al Pino, alimentata da un proprio bottino che qui assume concrezioni calcaree di particolare bellezza. Sempre in zona il Palazzo Caccialupi, ora residenza per anziani, ospita nel proprio giardino una splendida fonte seicentesca, detta di Porta Tufi o ‘dei Tufi’ per la vicinanza con l’omonima Porta. E’ forse la fonte più particolare di Siena per le sue mura decorate da conchiglie e concrezioni calcaree.

6. Al di fuori dei tradizionali circuiti turistici, in una vallata che degrada verso l’Orto de’ Pecci (la Vallata di Montone) si incontrano le Fonti dette “di Porta Giustizia”, ubicate in posizioni nascoste e diverse l’una dall’altra ma tutte collocate in questa direttrice stradale. Il nome di questa zona deriva dal passaggio dei condannati a morte che si recavano dalle carceri del Palazzo Pubblico – passando per via dei Malcontenti – fino fuori città, presso Poggio alle Forche, dove venivano eseguite le esecuzioni.

7. Più defilata, oltre la Fortezza medicea, la Fonte di Pescaia ha questo nome poiché serviva ad alimentare le vasche di allevamento dei pesci diffuse in questa zona della città. Oggi la sua parte superiore ospita il nuovo Museo dell’Acqua, dove è possibile ripercorrere la storia dei bottini senesi.

8. Lungo il percorso della via Francigena, appena fuori da una vecchia porta d’accesso alla città qual era la Porta di San Maurizio si trova l’omonima fonte. Nel 1844 furono costruite delle colonnine davanti alla vasca, a causa della continua frequentazione da parte dei barrocciai con i loro carretti e le bestie al traino. Era infatti, assieme a Fontebranda, uno dei due abbeveratoi della città.

9. Definita “maledetta” forse per la sua collocazione defilata rispetto al centro cittadino ed in una valle ‘poco raccomandabile‘, abbandonata nel tempo ed oggi in fase di restauro è un’altra antica fonte fortificata, la Fonte di Follonica. Il suo nome deriva dal procedimento di follatura sulla lana, che rende impermeabile il tessuto attraverso acqua, materiali infeltrenti e una lunga manipolazione manuale.

10. Nel circuito urbano sono diffuse molte altre piccole fonti, in cui il visitatore s’imbatte in maniera inaspettata, alcune di esse assai suggestive. Segnaliamo Fontanella, che si trova nell’omonima via, al termine di una scalinata oggi inaccessibile. Segnaliamo la Fonte di San Francesco in via dei Rossi, cuore della contrada del Bruco. Suggestiva poiché nascosta nel tessuto urbano è la Fonte Serena (meglio conosciuta come “Fonte del Casato“) nella nobile contrada dell’Onda. Si raggiunge al termine di una doppia scalinata in Vicolo della Fonte, come deviazione rispetto al consueto tracciato di via del Casato di Sopra.

La suggestiva Fonte Gaia disegnata da Jacopo dalla Quercia in Piazza del Campo
La suggestiva Fonte Gaia disegnata da Jacopo dalla Quercia in Piazza del Campo – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0