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La Chiesa di Santa Flora e Lucilla

La prima chiesa che visitiamo a Torrita si affaccia assieme al Palazzo Comunale in piazza Matteotti. É una Chiesa romanica del XIII sec. dalla facciata in cotto ricca di decorazioni. Soffermatevi a cercare, tra i motivi floreali che incorniciano il portale ed i mattoni, l’insolito nodo di Salomone inserito nella facciata, che sembra testimoniare una presenza templare certa nei territori circostanti. Questo perchè il nodo venne ampiamente usato come elemento decorativo nell’arte araba, con cui i templari furono sicuramente in contatto in Terra santa e sembra richiamare alla mente la circolarità del tempo, il legame tra la vita terrena e quella ultraterrena, la ricerca di salvezza. Entrate ora dentro la chiesa: rimarrete sbalorditi dinanzi alle pitture di Benvenuto di Giovanni, Francesco Vanni, Bartolo di Fredi e Michele di Matteo che arricchiscono le sue scarne e semplici mura. Proseguendo verso l’altare potrete notare sulle pareti anche i precedenti affreschi, forse realizzati da discepoli del Sodoma che vi dipinsero la pala centrale.

La Chiesa di Santa Flora e Lucilla, che si affaccia su Piazza Matteotti
La Chiesa di Santa Flora e Lucilla, che si affaccia su Piazza Matteotti – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Prima di uscire dalla chiesa non dimenticate di avvicinarvi alla parete destra: in una teca ben illuminata è conservata una lunetta marmorea a bassorilievo, con copia annessa. Osservate la delicatezza dei panneggi a contrasto con un cielo rigido, pietroso ed imponente: è il tocco scultoreo di Donatello che la realizzò nel 1430. La copia, ci hanno spiegato, ha una storia curiosa alle spalle: originariamente la meravigliosa lunetta, che forse da sola vale il viaggio a Torrita, era collocata sopra il tabernacolo della Chiesa della Madonna delle Nevi. Fu trafugata con un astuto raggiro forse da un antiquario fiorentino cosicché solo successivamente ci si accorse che l’autore del furto aveva lasciato al suo posto una copia di pregevole fattura. L’originale fu recuperata nel 1938, dopo denunce, indagini e processi ed oggi entrambe, pregevolmente restaurate, si possono ammirare in tutta la loro compiutezza all’interno della Chiesa.

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