Scopriamo Montalcino per la prima volta in una fredda serata di ottobre, il paese è avvolto dalla nebbia ed una fitta pioggia rende scivolosi i lastroni del selciato, tanto che quella che ci cingiamo a raccontarvi sembra proprio una favola. Eppure, nonostante il pessimo clima – che tutto invoglia fuorché girovagare per il paese – nelle sedi dei quartieri è festa grande. In ottobre a Montalcino i 4 quartieri protagonisti della Festa del Tordo, organizzano un momento gastronomico tutti assieme, dividendosi le portate dall’antipasto al dolce. Così se vuoi gustarti Montalcino in tutte le sue sfumature di sapore, hai anche l’occasione per scoprirla da un punto di vista più autentico, a contatto con gli uomini e le donne che ne sono l’anima.

Iniziamo il nostro giro alle 19 da Piazza del popolo, dove incontriamo la nostra guida speciale. Nella nebbia non si riesce a scorgere neppure la cima della torre di Palazzo dei Priori, l’intero palazzo sembra scomparire nelle nubi. Da qui, muniti di mappa e biglietti, iniziamo il tour.

Donzelline fritte e crostone di cavolo al quartiere Travaglio

La prima tappa è il quartiere Travaglio, che raggiungiamo risalendo la Costa del municipio, attraversando piazza Garibaldi – detta dai montalcinesi “piazza Padella” (chissà se un giorno scopriremo perchè!) – ed imboccando via Donnoli, in discesa. L’intero percorso, con la piazza vuota e le luci dell’unica enoteca rarefatte nella nebbia, ci fa venire in mente un paesaggio affascinante e spettrale. Per fortuna la sede del quartiere è particolarmente calorosa, quello che ci vuole per iniziare al meglio questa serata fredda e buia: volte a botte, pareti di pietra e un’atmosfera gioiosa che si respira in ogni stanza, con tutti quei quadri che ritraggono le vittorie, le gare storiche e la felicità di generazioni e generazioni di quartieristi. Ci accolgono le donne del quartiere, intente a preparare le donzelline fritte alla maniera di Montalcino (la ricetta la trovate qui), che verranno servite con una bella fetta di spalla di prosciutto, forse la migliore mai assaggiata! Poi, visto che siamo in due – ed abbiamo ben due biglietti a disposizione! -, ci prendiamo pure l’altro antipasto: crostone di pane abbrustolito con cavolo all’olio extravergine di oliva. Che idea geniale per una bruschetta!

Primo bicchiere di vino, un Rosso di Montalcino tanto per aprire le danze e si riparte alla volta della nostra seconda tappa: i primi vengono serviti al quartiere Pianello, che proprio come dice il nome si dispiega nell’unica zona pianeggiante del centro storico di Montalcino, in toscano appunto un “pianello“. La sede attuale è nei locali adiacenti alla chiesa di San Pietro, di cui il quartiere è proprietario. La pioggia comincia a battere forte sui tetti e mentre affrettiamo il passo la nostra guida sfata il primo mito che ci aveva incuriosito a proposito della Sagra del Tordo: i tordi non possono più essere cacciati in quanto protetti. Del tordo oggi resta solo il nome ed alla Sagra prendono il suo posto altre squisite pietanze della tradizione montalcinese. Un peccato per la nostra pancia ma di certo una gran fortuna per i tordi, finalmente restituiti alla vita!

La nebbia che avvolge tutta Montalcino nella nostra serata itinerante per quartieri
La nebbia che avvolge tutta Montalcino nella nostra serata itinerante per quartieri – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Il Pianello: passato di ceci e pappardelle al cinghiale

Mentre ci avviciniamo alla chiesa di San Pietro scopriamo un’altra storia affascinante, quella delle confraternite sorte a Montalcino attorno al 1300. Si chiamavano allora Compagnie ed erano associazioni laiche molto attive nella vita sociale del tempo. Esservi associati permetteva di godere di tutta una serie di benefici, compresa la possibilità di ricevere degne esequie in un momento storico in cui solamente le famiglie nobili potevano scampare – con funerali e cappelle private – ad una morte senza consacrazione ed alla fossa comune. Le compagnie si occupavano della cura materiale dei bisognosi, dell’educazione morale dei propri iscritti e di spiritualità. Non a caso nel cuore del Pianello aveva preso vita la potente Compagnia di San Pietro, detta così proprio in onore dell’omonima chiesa. Era l’unica associazione di Montalcino ad ammettere tutti, indistintamente: così vi si trovavano mercanti e notai accanto ad artigiani, contadini e tanta, tanta povera gente. Probabilmente è proprio attraverso questi enti che i sentimenti di fratellanza, di solidarietà e di lealtà che oggi dominano i quartieri di Montalcino, hanno fatto i loro primi passi.

Ed è proprio un profondo sentimento di coralità che ci colpisce al Pianello: troviamo le massaie in cerchio, tutte raccolte attorno ai paioli di passato di ceci, altrettante in cucina intente a girare il sugo di cinghiale in grandi tegami profumati di pomodoro, di erbe e selvaggina ben cotta. Sembrano tutti muoversi all’unisono: chi cucina e chi serve, e l’allegria è tale che tra un gruppo di turisti americani che improvvisa una canzone e l’armonia di chi ci serve il passato, le pappardelle al sugo e due calici di brunello, sembra davvero di star dentro un’orchestra. Ci dimentichiamo addirittura la fila sotto la pioggia, ormai battente!

L’uccelletta e l’arista arrosto con porcini del Borghetto

Ripartiamo per il giro, stavolta per raggiungere il quartiere Borghetto. Si apre grazie alla nostra guida, il secondo capitolo dell’affascinante storia della Sagra ottobrina del Tordo, e del suo corrispettivo in versione ridotta che è il torneo dell’apertura delle cacce in Agosto (vi consigliamo di tenere d’occhio i rispettivi programmi nel sito della ProLoco di Montalcino). Pare che in passato questa fosse una zona particolarmente felice dal punto di vista venatorio: nel medioevo a Montalcino sostavano moltissimi uccelli, che i nobili delle famiglie locali erano soliti cacciare per poi celebrare il trionfo con sontuosi banchetti. Così, mentre gli uomini si sfidavano a colpi di prede conquistate, di gare e tornei, le donne dimostravano le proprie arti in cucina, preparando succulenti mense che poi venivano offerte a tutta la popolazione. Da questa tradizione nacque l’usanza della gara di tiro con l’arco della Sagra di oggi, in cui due arcieri per quartiere si sfidano per conquistare l’ambita freccia d’argento.

Il Borghetto ci accoglie con il calore che si confà ad una vera e propria famiglia. Riusciamo ad entrare in cucina ed a carpire i segreti delle donne che stanno cucinando fagioli all’uccelletto (la ricetta montalcinese qui) ed un profumatissimo sugo di funghi porcini che servirà da condimento all’arista arrosto. Inutile dire che anche qui ci vuole un buon calice di Brunello, se non altro per ritemprare gli animi dal freddo che ci portiamo da fuori. Ce lo avevano detto del resto che a Montalcino il vento è il residente più illustre. Noi vi possiamo assicurare che finché non proverete, non vi renderete conto della sua forza. Che poi è proprio il vento – anzi i venti – uno dei segreti di vini e prodotti così genuini e gustosi!

Vorremmo restare ancora un po’, magari il tempo di un’altra porzione di fagioli e salsicce ma la calca che si sta formando sulle scale della sede ci annuncia che è ora di dirigersi verso l’ultima tappa del nostro giro, il quartiere Ruga con i suoi dolci ed il tanto ambito Moscadello di Montalcino!

Le frecce d'argento vinte dal quartiere Ruga di Montalcino
Le frecce d’argento vinte dal quartiere Ruga di Montalcino – ItalyzeMe CC BY-NC-ND 2.0

Il quartiere Ruga: dolci, Moscadello e l’emozione finale

La sede del quartiere Ruga ci lascia a dir poco esterrefatti. Si tratta della chiesa del Corpus Domini: una vera e propria chiesa con tanto di organo ed armadi per gli abiti e le bandiere collocati accanto ad edicole laterali barocche! Insomma una location davvero d’eccezione: la conclusione perfetta per la nostra serata itinerante a Montalcino ed assieme anche il coronamento di tutto un percorso di scoperta dei molteplici tesori che cela questa cittadina – a questo punto anche un po’ ingiustamente – conosciuta nel mondo solo per il suo Brunello. L’accoglienza per noi è effervescente: uno dei membri del quartiere ci illustra i capolavori di cui il quartiere va fiero, primo fra tutti il dipinto di scuola senese dell’Adorazione dei Magi, caro ai quartieristi perchè proprio dalla sua stella cometa deriva il loro emblema. Piuttosto che le frecce d’argento vinte negli anni, ognuna delle quali legata ad un aneddoto o ad una storia che ci affascina e ci coinvolge al punto quasi di dimenticarci torte e Moscadello.

Qui alla Ruga scopriamo l’antico legame che cinge in un solido cappio la città di Siena e quella di Montalcino; la quale merita un posto d’onore con il proprio portabandiera alla sfilata del Palio, in ragione della sua antica ospitalità per i fuoriusciti nel 1555. E scopriamo anche la fratellanza che lega il quartiere e la contrada senese della Tartuca. Chi vi scrive ne è rimasta particolarmente colpita: i miei primi ricordi del Palio di Siena sono legati al mio babbo, che avendo trascorso tanti anni della sua infanzia al collegio Tolomei, è sempre stato un alacre sostenitore di questa contrada. Vedere perciò le bandiere della Tartuca campeggiare assieme agli stendardi della Ruga, mi riporta come bambina in un idillio magico denso di ricordi affettuosi.

La magia continua con il Moscadello, che proprio come un incantesimo sembra abbinarsi benissimo ambo con la sapida e gustosa torta di mele che con la dolcissima zuppa inglese. É una vera e propria emozione, a prescindere dalle aziende che degustiamo: all’interno di questo vino è racchiusa l’anima più antica ed intima di un territorio, con le sue fatiche, le sue gioie e vittorie, i suoi dolori e le sue sconfitte. La storia del Moscadello da sola basterebbe a spiegarne l’incanto. Siamo così giunti alla fine, una fine che non poteva essere delle migliori: la raggiunta pace di una serata che si annunciava uggiosa ma che ci ha regalato divertimento e semplicità, sapore ed allegria. Un tour che ci auguriamo di ripetere al più presto e che vi consigliamo di intraprendere: uno spaccato di vita autentico di una comunità aperta e gioiosa, capace di preservare il proprio passato ma anche di andare avanti con tenacia e volontà, proprio come si addice alla gente di Montalcino.

Per conoscere il programma annuale di Montalcino d’ottobre e tutti gli eventi della cittadina: www.montalcinonews.com (cercate “Montalcino d’ottobre” all’interno del sito web!). Per saperne di più sui quartieri invece Quartiere Travaglio: www.quartieretravaglio.com; Quartiere Borghetto: www.quartiereborghetto.it; Quartiere Pianello: www.quartierepianello.it; Quartiere Ruga: pagina Facebook.